SanDan Prosciutti

Alla scoperta del Prosciutto di San Daniele DOP

Come riconoscere il Prosciutto San Daniele DOP

Per scegliere il Prosciutto di San Daniele DOP da portare sulla tua tavola e, al contempo, evitare brutte imitazioni di questo pregiato salume, è fondamentale conoscere alcuni segni distintivi che lo caratterizzano.

Questi elementi non solo garantiscono l'autenticità del prodotto, ma rivelano anche la passione e la tradizione che si celano dietro ogni singolo pezzo di prosciutto.

Comprendere queste peculiarità ti permetterà di apprezzare appieno la qualità e il sapore unici che solo il Prosciutto di San Daniele DOP può offrire.

colore

Il Colore

La carne autentica del prosciutto di San Daniele si presenta in un rosato naturale e si distingue per le sottili venature di grasso bianco puro, che durante la stagionatura conferiscono il suo inconfondibile sapore dolce e raffinato.

zampino

Lo Zampino

La coscia di un autentico prosciutto San Daniele deve presentare la tipica forma a chitarra e conservare lo zampino. Questo dettaglio è essenziale per garantire una stagionatura ottimale: infatti, lo zampino facilita il drenaggio dell'umidità all'interno della coscia.

marchio

Il Marchio
Sotto lo zampino, i prosciutti San Daniele riportano un codice identificativo del produttore, il 45 per i prodotti SanDan. Dopo attente verifiche, tale codice viene rilasciato dall’Istituto di Controllo e impresso a fuoco sulla cotenna di ciascun prosciutto.

tatuaggio

Tatuaggi

La coscia di San Daniele deve mostrare due tatuaggi: il primo relativo all’allevamento, che indica il mese di nascita dell'animale e il luogo di crescita, e il secondo relativo al macello, che riporta la sigla PP insieme al codice identificativo del macello.

DOT

DOT

L'ultimo requisito che un eccellente San Daniele deve possedere è il DOT, cioè la data d'inizio del processo di lavorazione. Questo codice viene impresso sulla coscia non appena giunge nello stabilimento di San Daniele e consente di conoscere la durata della stagionatura.

Bontà e salute

Il prosciutto di San Daniele è un prodotto completamente naturale, privo di additivi e conservanti, che si distingue per la sua facile digeribilità e il suo elevato valore nutrizionale.

È infatti una straordinaria fonte di proteine nobili, vitamine e minerali, rendendolo ideale per chi desidera assaporare un prodotto sia gustoso che salutare, anche nel contesto di una dieta ipocalorica.

La carne di maiale, del resto, ha visto una significativa riduzione del contenuto di grassi rispetto al passato: grazie a un’accurata formulazione dei mangimi e all’ottimizzazione dei sistemi di allevamento, si è migliorato il rapporto tra grassi saturi e insaturi, portando il livello di colesterolo a valori simili a quelli di carni come manzo, vitello e pollo.

Sportivi

Il prosciutto di San Daniele è un alimento non solo adatto, ma eccezionale per chi svolge attività sportiva.

Oltre a contenere zinco, ferro, potassio e selenio, il San Daniele è caratterizzato da un'elevata presenza di grassi monoinsaturi, fondamentali durante il dispendio energetico, e offre una notevole quantità di proteine essenziali, vitali per il recupero post-allenamento e per il mantenimento di muscoli e tessuti.

Bambini

Un adeguato apporto di proteine animali e di vitamina B è essenziale per lo sviluppo neurologico dei bambini e per la crescita cellulare.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia, infatti, di introdurre alimenti di origine animale già a partire dai sei mesi, per prevenire muscoli ipotonici, apatia e una ridotta crescita delle cellule nervose.

Mamme, preparate dei sani panini al prosciutto!

Anziani

In età avanzata, è davvero indispensabile eliminare dalla dieta i salumi come il San Daniele? Assolutamente no. Il prosciutto di San Daniele, con il suo sapore ricco e avvolgente, contribuisce a contrastare l'inappetenza negli anziani e a garantire un adeguato apporto di proteine, essenziali per combattere la perdita di massa muscolare, comune nella terza età. Inoltre, grazie alla sua consistenza morbida, risulta facilmente masticabile.

Affettatura e conservazione

Affettare il prosciutto crudo manualmente non solo consente di apprezzare pienamente i suoi profumi e i suoi sapori, ma offre anche un'esperienza sensoriale unica che coinvolge tutti i sensi. La capacità di percepire le sfumature aromatiche e gustative del prosciutto viene accentuata quando si utilizza una lama affilata e si esegue il taglio con attenzione. Per farlo correttamente, però, è fondamentale conoscere la tecnica giusta per ottenere fette sottili e uniformi, e disporre degli strumenti adeguati, come un buon coltello da affettare e, se possibile, un affettatrice professionale. Questi accorgimenti non solo migliorano la qualità del prodotto finale, ma arricchiscono anche l'intera esperienza culinaria.

Strumenti

Innanzitutto, il coltello: deve avere una lama lunga, flessibile e ben affilata, accompagnata da un secondo coltellino, a lama corta, per rimuovere la carne intorno all’osso. È consigliabile affettare il prosciutto poco prima di servirlo, utilizzando l’apposita morsa invece del tagliere.

Taglio

Una volta rimossa la cotenna e lo stucco superficiale, si può passare al taglio: un movimento a “seghetto” leggero e continuo, da destra verso sinistra, che coinvolge l’intera lunghezza della lama. Si tratta di un’operazione delicata che, se eseguita correttamente, permette di ottenere fette lunghe, uniformi e sottili. Per chi cerca la praticità, si raccomanda di utilizzare un’affettatrice a lama verticale, preferibilmente manuale, che dovrà sempre iniziare a tagliare il prosciutto dal lato più grasso.

Conservazione

Dopo averlo affettato, il prosciutto deve essere conservato a una temperatura compresa tra i 7 e i 10°C e consumato entro 2-3 giorni. La coscia disossata, invece, può essere conservata per un periodo più lungo: è consigliabile riporla nel frigorifero, sul ripiano più basso. È importante coprire il taglio con un panno di cotone leggermente umido per proteggere il prosciutto. In questo modo, potrà “respirare” senza assorbire gli odori del frigorifero o subire alterazioni nel suo aspetto e nel sapore.

Come gustarlo

Salumi e vino, un matrimonio perfetto che delizia il palato e celebra i piaceri della tavola. Gli abbinamenti possibili sono molteplici e spaziano dai vini rossi non troppo invecchiati, che offrono note fruttate e morbide, ai vini bianchi freschi e aromatici, fino alla vivace brillantezza delle bollicine, che aggiungono una dimensione effervescente all'esperienza gastronomica. L’importante, in questo affascinante gioco di sapori, è mantenere il corretto equilibrio fra il gusto intenso del salume e quello del vino, assicurandosi che quest’ultimo non prevalga mai sulla delicatezza e il profumo del prosciutto, ma piuttosto lo esalti, creando così un’armonia perfetta che conquista i sensi e invita a una nuova degustazione.

Vini bianchi fermi

  • Friulano DOC
  • Pinot Grigio del Collio
  • Ribolla Gialla


Bollicine

  • Trento Brut Rosé
  • Champagne

Vini bianchi

  • Malvasia di Parma
  • Chardonnay dell’Alto Adige
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi


Bollicine

  • Franciacorta Brut

Vini bianchi fermi

  • Gewurztraminer


Vini rossi

  • Lagrein Pinot Nero

Vini bianchi fermi

  • Sauvignon Colli Orientali del Friuli DOC
  • Friuli Isonzo


Vini rossi

  • Vigneti delle Dolomiti Rosso IGT
  • Pinot Nero DOC
  • Montepulciano d’Abruzzo

Contattaci per ricevere maggiori informazioni sulla nostra produzione